Matteo Noè

Mental Trainer, Community manager di MTItaly


Mental Trainer | Community manager di MTItaly | Life coach | Laureato in Scienze e Tecniche del Mental Coaching


Da sempre attivo in molteplici attività manuali, proprietario dell’officina Yamaha DIECIHP Moto, sono stato fermato da un gravissimo incidente motociclistico nel 2009. Mi ha quasi ucciso, e portato alla disabilità.

Alcuni anni dopo, spesi in una costante lotta contro il dolore, temevo di avere perso ogni speranza. Invece, conobbi Alberto Biffi, responsabile di Mental Training Italy, e la disciplina del Mental Coaching. Con loro trovai un nuovo punto di vista, che mi fece ricominciare a vivere, a stabilire e raggiungere obiettivi. Capii di poter essere ancora utile a me stesso, e una risorsa per altri, intrappolati in difficoltà simili a quella che avevo vissuto, e che ancora oggi affronto ogni giorno.

Alcuni nuovi, grandi obiettivi sono stati proprio quelli legati alla nuova professione in cui mi stavo affacciando: il Mental Coaching, a cui oggi dedico il 100% della mia giornata lavorativa.

  • 2016: Master in Mental Coaching
  • 2017: Certified Mental Coach
  • 2019: Certified Mental Trainer
  • 2024: Laurea in Scienze e Tecniche del Mental Coaching

Oggi, come formatore, seguo la formazione dei nuovi Mental Coach per Mental Training Italy. Li accompagno alla certificazione internazionale, e sono membro fisso della commissione d’esame per i percorsi di Certified Mental Coach.

Inoltre, sono community manager di Mental Training Italy: mi occupo dei rapporti tra i Trainer, della documentazione dei percorsi formativi, e dell’organizzazione degli esami di Certified Mental Coach.

Come Mental Trainer professionista:

  • Tengo percorsi di Life Coaching e non solo, per clienti che desiderano crescere e migliorare le proprie vite.
  • Seguo persone affette da disabilità, aiutandole a ottenere grandi risultati e soddisfazioni.
  • Sono docente presso Bocconi Sport Team sull’uso del dialogo interno e della concentrazione per migliorare le prestazioni, per affrontare le difficoltà.
  • Sono docente presso University Coaching nella stupenda cornice di Villa Castelbarco a Imbersago.

Ho avuto un’esperienza eccezionale con altri Mental Coach nell’ambito del progetto Medical Cannabis Coach: abbiamo aiutato persone in cura con cannabis terapeutica ad affrontare il delicato periodo di isolamento causato dai confinamenti (lockdown) durante la pandemia da Covid19.


Oltre il vetro dell’acquario: ricostruirsi un pezzo alla volta

C’è un limite fisico che per decenni è stato considerato un dogma: correre un miglio in meno di quattro minuti. Fino al 1954, la scienza e la medicina sostenevano che il cuore umano sarebbe esploso sotto tale sforzo. Poi arrivò Roger Bannister che non solo abbatté quel muro, ma l’anno successivo altri quattro atleti lo seguirono. Il motivo? Non era un limite del cuore, ma della mente.  Questa stessa logica è il filo conduttore della storia di Matteo Noè: più che una testimonianza di resilienza, il suo racconto è un’analisi rigorosa del possibile. Non una narrazione del limite, bensì una vera lezione di meccanica del pensiero.

L’identità del “fare” e l’impatto con il limite:

Prima del 2009, la vita di Matteo era scandita dal fare. Meccanico e proprietario di un’officina, motociclista, da sempre pescatore, appassionato di montagna e di acquari: un uomo abituato a  risolvere problemi pratici con naturalezza. Poi, l’incidente in moto e il buio,18 giorni di coma e un  risveglio in un corpo che non rispondeva più alle vecchie regole. Da quel momento per Matteo la disabilità diventa un limite fisico, una vera invasione di campo nella sua identità. La depressione che ne seguì non era solo tristezza, ma il conflitto tra il Sé 1 (il critico interiore) e il Sé 2 (colui che agisce). Il suo Sé 1 continuava a usare il “metro del prima”, rendendo ogni azione del “dopo” un fallimento assicurato.

Il Mental Coaching come Scienza del Potenziale:

La svolta decisiva avviene all’incontro con Alberto Biffi, CEO di Mental Training Italy, e l’ingresso nel  mondo del Mental Coaching. Matteo scopre che la mente non è solo un generatore di pensieri, ma un  sistema governato da dinamiche precise, su cui da subito inizia a lavorare.  Il cuore di questo lavoro si fonda sul dialogo interno e, come Matteo scoprirà anni dopo, sulla teoria di  Timothy Gallwey e il dialogo tra due entità interiori presenti in ognuno di noi:

– Sé 1 (L’Interferenza): la parte che giudica, critica e istruisce. Quella che davanti a una sfida lo scherniva.

– Sé 2 (Il Potenziale): la parte che agisce naturalmente, impara dall’esperienza e possiede le  risorse creative.

Matteo ci ha spiegato che il Mental Coaching non serve a “cancellare” il Sé 1, ma a insegnargli ad allearsi con il Sé 2. Una volta ritrovato sé stesso il suo percorso è stato accademico e rigoroso: dal  Master in Mental Coaching (2016), fino ad entrare a pieno titolo tra le fila dei Mental Coach durante le certificazioni internazionali, per concludere con la Laurea in Scienze e Tecniche del Mental Coaching (2024). Oggi  Matteo non si limita a raccontare la sua storia, ma opera con i suoi clienti come Life Mental Coach,  dunque come formatore e membro della commissione d’esame per i nuovi coach, applicando protocolli  strutturati per la gestione dello stato emotivo e il raggiungimento degli obiettivi.

La Roadmap: Il caso dell’acquario come protocollo 

Per farci capire come questa scienza diventi pratica, Matteo ci ha illustrato il progetto del suo primo acquario post-incidente:

1. Analisi della prospettiva: Smettere di guardare il problema come “quello che ero prima” e osservarlo  dalla condizione attuale.

2. Visualizzazione del processo: Costruire mentalmente ogni passaggio, anticipando le criticità.

3. Scomposizione degli obiettivi: Dividere il macro-obiettivo (l’acquario) in micro-step gestibili con relative soluzioni alle difficoltà motorie.

Il risultato è stato sorprendente: un acquario perfetto, avviato in sei mesi senza alcun imprevisto, superando in precisione quelli realizzati in vent’anni di attività precedente. “Ho capito che con la  giusta programmazione e la visualizzazione del processo, sarei potuto arrivare comunque a risultati  eccellenti. L’appetito vien mangiando: da lì è stato un crescendo.” 

La nostra riflessione: Cambiare il racconto 

Oggi Matteo è Community Manager, e figura di riferimento per chiunque voglia intraprendere la professione di Mental Coach. Ascoltandolo, ci siamo rese conto che il suo lavoro non riguarda la “guarigione”, ma la liberazione dal giudizio. In un mondo, come quello universitario o aziendale,  spesso ossessionato dalla performance, Matteo Noè ci ricorda che il vero ostacolo non è quasi mai la  realtà esterna, ma la versione della realtà che continuiamo a ripeterci. La sua storia ci insegna che  cambiare prospettiva non è un atto di rassegnazione, ma il primo passo strategico per tornare a essere  protagonisti della propria vita.


Skill


Dialogo interno positivo
Pazienza
Problem solving
Onestà
Competenza

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Concetti chiave


“Iniziare a camminare ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi!”

∼ Roberto Benigni

“Bisogna rendere la vita un sogno e il sogno realtà”

∼ Pierre Curie


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