Remare per rinascere

Written by on 23/02/2026

“Mi chiamo Nicole Sala, sono nata il 18 settembre 1994 a Mendrisio. Dopo essermi diplomata come laboratorista in microbiologia e perito chimico, ho proseguito il mio percorso accademico laureandomi in Scienze e Tecniche Psicologiche nel 2020. Fin dal primo momento, la psicologia e lo sport sono stati la mia passione. Per approfondire questa unione, ho intrapreso il primo livello di University Coaching®.

Il mio percorso sportivo è iniziato a 19 anni, un’età “tardiva” per chi pratica il canottaggio, ma in soli 16 mesi ho vinto il titolo mondiale e successivamente ventuno titoli italiani. Nonostante i successi, sentivo che mi mancavano alcune risorse mentali, che ho trovato grazie al Mental Coaching, che ha arricchito la mia crescita come atleta.

Oggi sono dirigente della Canottieri Lario, con delega allo sport, e fondatrice del progetto donna “Remare per Rinascere”. Questo progetto supporta le donne che hanno affrontato o stanno affrontando un tumore, aiutandole a ritrovare forza, consapevolezza e fiducia in se stesse attraverso lo sport-terapia e il Mental Coaching.

Questa è la mia storia, un cammino che intreccia scienza, sport e psicologia, e che mi ha portato a scoprire che ogni difficoltà è solo un’opportunità di crescita, se affrontata con determinazione, mente positiva e cuore aperto.”


Per me il Mental Coaching nasce molto prima dei libri o delle tecniche: nasce dall’esperienza vissuta (che però trova dei blocchi perché non si hanno le capacità di lettura degli ostacoli). Grazie al percorso di University Coaching® sono diventata capace di leggere in primis i miei ostacoli, dandomi delle risposte e riconoscendo anche quelli del prossimo. Da ex atleta di alto livello ho imparato che la vera gara non è solo quella in acqua o in palestra, ma quella che accade dentro di noi, nei momenti di fatica, paura, dubbio e rinascita, quando ci scontriamo con l’avversario più forte e temuto: “noi stessi”. È lì che si costruisce la resilienza. Il Mental Coaching è stato ed è tutt’ora uno strumento che mi ha salvata dalle “paure” create dalla mia mente, o meglio false credenze, che mi ha fatto diventare una donna fiduciosa, consapevole. Come descritto in biografia da gennaio 2025 sono diventata dirigente della prestigiosa Canottieri Lario, che ogni anno forma campioni nazionali e internazionali, ma da ex atleta cerco altre medaglie, una medaglia diversa, ed è la più bella che io abbia mai conquistato…

Da ex atleta, e dirigente, oltre aiutare gli atleti cosa potevo fare? Mettermi al servizio con le mie conoscenze/esperienze per chi ha avuto o ha una neoplasia. REMARE PER RINASCERE nasce con lo scopo di dare un sorriso, forza, fiducia, consapevolezza, tramite sport-terapia e mental coaching. È scientificamente provato che novanta minuti settimanali migliorino le capacità psicofisiche, riducono gli effetti collaterali, stress e rischio di recidiva, migliorando umore, qualità della vita e forza muscolare. Il progetto l’ho ideato su tre discipline: Canottaggio, Camminata Metabolica e Yoga. Perché tre discipline? Perché il canottaggio è uno degli sport più complessi e il gesto tecnico è ridondante; lasciare solo la disciplina del canottaggio sarebbe diventata una situazione frustrante per alcune di loro.

Il progetto è formato da un team di professionisti principalmente donne: oltre alle allenatrici certificate sia di canottaggio, camminata metabolica, maestra di Hatha Yoga, abbiamo: osteopata, nutrizionista, psiconcologa, fisioterapista e medico sociale di riferimento.
Oggi, come responsabile e fondatrice del progetto Remare per Rinascere, il Mental Coaching è diventato uno strumento di accompagnamento profondo per le donne che hanno avuto o stanno affrontando un tumore. Non è “pensare positivo a tutti i costi”, ma imparare ad ascoltarsi, a riconoscere i propri limiti senza giudicarli e a trasformarli, passo dopo passo, in nuove risorse. Dal 13 settembre al 31 dicembre 2025 abbiamo con noi 24 donne ed abbiamo ottenuto il gemellaggio con l’associazione NoiSempreDonne dell’ Ospedale Valduce; main sponsor McDonald’s Italia.

Nel nostro percorso il Mental Coaching significa: ritrovare fiducia in un corpo che è cambiato, dare spazio alle emozioni anche a quelle scomode, riscoprire obiettivi possibili, personali ed autentici che poi ci permettono di traslare questo apprendimento nella vita quotidiana; sentirsi di nuovo protagoniste della propria vita, non solo pazienti. Il Mental Coaching qui non è solo tecnica: è ispirazione in movimento, è la scintilla che trasforma il potenziale in azione, il sogno in realtà. Il Progetto Donna, è la guida gentile ma determinata che ti accompagna a diventare la versione più autentica, libera e potente di te stessa.


Progetto Remare per Rinascere

Il progetto Remare per Rinascere propone un metodo di accompagnamento psico–corporeo strutturato, rivolto a donne che hanno affrontato, o stanno affrontando, un tumore, con l’obiettivo di favorire il recupero della fiducia, dell’autonomia e del ruolo attivo nella propria vita. Il Mental Coaching rappresenta l’asse trasversale del progetto e viene applicato in modo progressivo e coerente attraverso tre pratiche complementari: canottaggio, yoga e camminata metabolica. Il metodo non si fonda su approcci motivazionali forzati, ma su un percorso di consapevolezza, ascolto e rielaborazione dell’esperienza vissuta.

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1. DISCIPLINA: CANOTTAGGIO

Il canottaggio è uno sport di forza, resistenza e coordinazione e consiste nel muovere un’imbarcazione sull’acqua tramite l’uso di remi. È completo poichè coinvolge tutti i gruppi muscolari. La difficoltà dei vogatori sta nell’apprendimento e applicazione della tecnica quando l’imbarcazione è in movimento, mantenere l’equilibrio della stessa e coordinarsi insieme agli altri membri. Il gesto del remare diventa simbolo e pratica concreta: ogni colpo è presenza, coordinazione, respiro, intenzione. Come nella vita dopo la malattia, non si può controllare tutto, ma si può scegliere come stare dentro ciò che accade.

Il Mental Coaching, per me, è questo: un allenamento gentile ma potente della mente e del cuore, un modo per tornare a sentire forza dove prima c’era solo paura, un percorso di rinascita che non cancella la storia, ma le dà nuovo senso. Nel remare: ricostruire fiducia, ritmo e appartenenza. Il remo è il primo grande maestro del percorso, perché mette insieme corpo, mente ed emozioni in modo immediato e concreto.

Applicazione del Mental Coaching nel remare:

  • Ritrovare fiducia in un corpo che è cambiato
  • Il gesto tecnico è progressivo e adattabile: nessuna prestazione richiesta, solo ascolto.
  • Ogni colpo di remo diventa un messaggio interno di fiducia: “posso farlo, a modo mio”.
  • Il corpo non è più solo quello che ha sofferto, ma quello che agisce.

Gestione della paura e dell’incertezza:

  • L’acqua non è mai identica: onde, vento, equilibrio.
  • Come nella vita dopo la malattia, non tutto è controllabile.
  • Il coaching aiuta a restare presenti, a non irrigidirsi, a trasformare l’insicurezza in attenzione consapevole.

Coordinazione e presenza mentale:

  • Remare richiede sincronia: mani, gambe, respiro, sguardo.
  • La mente smette di vagare e torna nel “qui e ora”.
  • È una meditazione in movimento che riduce il rumore interno e rafforza la concentrazione.

Forza del gruppo e senso di appartenenza:

  • In barca non si è sole.
  • Il gesto condiviso crea fiducia reciproca, riduce il senso di isolamento spesso vissuto durante la malattia e restituisce identità: non pazienti, ma donne che remano insieme.

Applicazione del Mental Coaching nel Canottaggio:

  • Il remo costituisce la prima fase del percorso e ha una forte valenza simbolica, relazionale e funzionale.

Obiettivi principali:

  • Ricostruire la fiducia nel corpo dopo la malattia.
  • Rafforzare la percezione di autoefficacia.
  • Ridurre il senso di isolamento.
  • Promuovere la presenza mentale.

Applicazione metodologica:

  • Il gesto del remare viene proposto in modo graduale e adattato alle condizioni fisiche delle partecipanti, favorendo un’esperienza di successo accessibile e non competitiva.
  • Il Mental Coaching supporta la gestione di paura, insicurezza e perdita di controllo, elementi comuni nel post-malattia, trasformandoli in capacità di adattamento.
  • La coordinazione richiesta dal remo favorisce la concentrazione sul momento presente, riducendo ruminazione mentale e stress.
  • Il lavoro di gruppo rafforza il senso di appartenenza e la fiducia reciproca, contrastando la percezione di fragilità individuale.

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2. DISCIPLINA: HATHA YOGA

Nello Hatha Yoga il fine è di raggiungere l’equilibrio energetico e la liberazione interiore attraverso il controllo del corpo e della mente: ascolto profondo, accoglienza e integrazione. Dopo il canottaggio, lo yoga diventa uno spazio più intimo e riflessivo, dove ciò che è emerso può essere ascoltato e integrato.

Applicazione del Mental Coaching nello Yoga:

  • Ascolto autentico del corpo.
  • Le posizioni non sono mai “giuste o sbagliate”, ma adattate.
  • Il coaching accompagna a riconoscere i limiti senza giudizio, trasformandoli in confini sicuri anziché in nemici.

Dare spazio alle emozioni:

  • Attraverso il respiro e la lentezza, possono emergere emozioni trattenute: rabbia, tristezza, paura, gratitudine.
  • Il Mental Coaching aiuta a restare con ciò che c’è, senza forzare il cambiamento.

Ricostruzione dell’immagine corporea:

  • Lo yoga permette di abitare il corpo dall’interno, non guardarlo dall’esterno.
  • Questo favorisce una relazione più gentile con cicatrici, asimmetrie e sensazioni nuove.

Allenare la calma attiva:

  • Non è passività, ma capacità di stare.
  • Imparare a rallentare diventa una competenza mentale fondamentale anche nella vita quotidiana.

La parte di Hatha Yoga è dedicata all’integrazione e all’ascolto profondo attraverso la pratica dello yoga. Obiettivi principali:

  • Favorire la consapevolezza corporea.
  • Accogliere e rielaborare le emozioni.
  • Migliorare la relazione con il proprio corpo.
  • Sviluppare capacità di autoregolazione emotiva.

Applicazione metodologica:

  • Le pratiche vengono adattate ponendo l’accento sull’ascolto dei segnali corporei piuttosto che sull’esecuzione tecnica.
  • Il mental coaching accompagna il riconoscimento dei limiti fisici ed emotivi senza giudizio, trasformandoli in strumenti di conoscenza e sicurezza.
  • Il lavoro sul respiro e sulla lentezza consente l’emersione e l’elaborazione delle emozioni legate alla malattia e al cambiamento corporeo.
  • Viene sostenuta una ricostruzione dell’immagine corporea basata sulla percezione interna e sull’accettazione, favorendo un rapporto più equilibrato con il proprio corpo.

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3. DISCIPLINA: CAMMINATA METABOLICA

La camminata metabolica consiste nel camminare liberi al proprio ritmo con una F-Band (una corda rigida lunga circa 1 metro con due manici all’estremità, che aiutano a guidare il movimento, migliorare la postura ed eseguire esercizi che vengono diretti insieme alla respirazione dalla trainer che comunica attraverso delle cuffie con le partecipanti, utilizzando anche la musica).

La camminata metabolica rappresenta il passaggio verso l’autonomia: un gesto semplice, accessibile, replicabile nella vita di tutti i giorni.

Applicazione del Mental Coaching nella Camminata:

  • Riscoprire obiettivi possibili e personali.
  • Camminare diventa uno spazio per ridefinire traguardi realistici: distanza, tempo, sensazioni. Non si misura il “quanto”, ma il “come”.
  • Ritmo personale e rispetto dei propri tempi.
  • Ogni donna trova il suo passo.
  • Il coaching lavora sull’abbandono del confronto e sull’accettazione del proprio ritmo come valore, non come limite.

Rafforzare l’autoefficacia:

  • Camminare da sole o in gruppo significa poter dire: “posso prendermi cura di me anche fuori dal percorso”.
  • È un ponte tra il progetto e la vita reale.

Integrare corpo e mente nel quotidiano:

  • La camminata diventa uno strumento di regolazione emotiva: per scaricare tensioni, chiarire pensieri, ritrovare centratura.

La terza fase del percorso è orientata all’autonomia e alla continuità nel tempo. Obiettivi principali:

  • Rafforzare l’indipendenza e la motivazione personale.
  • Consolidare i benefici fisici ed emotivi.
  • Favorire il trasferimento delle competenze nella vita quotidiana.

Applicazione metodologica:

  • La camminata metabolica viene utilizzata come strumento semplice e replicabile, accessibile anche al di fuori del contesto progettuale.
  • Il Mental Coaching supporta la definizione di obiettivi realistici e personalizzati, basati sul rispetto dei propri tempi e del proprio ritmo.
  • Viene contrastata la tendenza al confronto e alla performance, promuovendo l’ascolto e la continuità.
  • La camminata diventa uno spazio di integrazione mente-corpo, utile per la gestione dello stress, il miglioramento dell’umore e il mantenimento dell’autonomia.

Coerenza e valore del metodo

Le tre attività non sono intese come interventi separati, ma come fasi di un unico percorso strutturato che accompagna le partecipanti:

  • dalla riscoperta della forza nel gruppo (canottaggio);
  • all’ascolto e all’integrazione individuale (yoga);
  • fino alla piena autonomia nella quotidianità (camminata).

Il Mental Coaching agisce come filo conduttore, sostenendo un processo di rinascita consapevole, che non nega l’esperienza della malattia ma la integra in una nuova narrazione di sé. In sintesi: un unico filo, tre esperienze. Accompagna ogni fase come una bussola gentile, aiutando le donne a tornare protagoniste della propria vita, con un corpo diverso ma ancora capace, presente e vivo. Oltre ai punti di applicazione del Mental Coaching nelle varie, il Coaching viene utilizzato sia con il gruppo delle donne del progetto che singolarmente. Uno strumento importante è la Visualizzazione: immaginare mentalmente il risultato desiderato o il percorso per raggiungerlo.

Come percorso abbiamo stabilito una scaletta di micro obiettivi per arrivare all’obiettivo finale di creare un gruppo coeso, compatto, felice e consapevole. Micro obiettivi settimanali:

  • Riuscire a completare l’allenamento psicofisico previsto.
  • Beneficio: Aumenta fiducia, motivazione e concentrazione.

Obiettivi SMART: definire obiettivi Specifici, Misurabili, Accessibili, Realisitici e tempo-definiti. Aiutare ogni donna a scrivere obiettivi chiari, piccoli passi quotidiani, e monitorare i progressi. Ogni donna ha un background derivante da chemio/radioterapia, operazione/i più o e meno recente, per tanto bisogna saper dosare per ognuna di loro l’allenamento, l’obiettivo e tutto deve avere la giusta misura per non creare false aspettative. Beneficio: trasforma sogni e desideri in azioni concrete aumenta la motivazione.

Self-talk positivo:

  • Modificare il dialogo interiore da critico limitante a incoraggiante e costruttivo.

In situazioni di difficoltà, far ripetere frasi di auto-incoraggiamento (“posso farcela”, “sono abbastanza”, “ogni passo conta”) oppure nel momento delle prime uscite in barca in molte di loro prevale l’autocritica “sono una frana, è andata male perché non so remare bene…”. Noi non mettiamo obiettivi se non di: uscire, godersi il momento, respirare e osservare, sentire il corpo in movimento in mezzo alla natura. Tecnicamente vengono corrette step by step per non creare queste situazioni di ricerca di perfezione nel momento sbagliato. Il beneficio è ridurre ansia e stress, rafforzare l’autostima.

Mindfulness e Respirazione:

  • Pratiche di presenza mentale e controllo del respiro.
  • Come usarla: sessioni brevi di respirazione profonda o meditazione guidata prima dell’allenamento o di momenti stressanti.
  • Beneficio: migliora la concentrazione, calma la mente e aiuta nella gestisce delle emozioni.

Routine di preparazione mentale:

  • Creare rituali pre-allenamento o pre-evento per entrare nello “stato ottimale”.
  • Come usarla: musica, stretching, frasi motivazionali, visualizzazione o respirazione.
  • Beneficio: aiuta a entrare in concentrazione, aumenta l’energia e la performance.

Ristrutturazione cognitiva:

  • Trasformare pensieri negativi o limitanti in opportunità di crescita.
  • Come usarla: analizzare un ostacolo e chiedere: “cosa posso imparare? Come posso trasformarlo in vantaggio?”. Il fatto di essere anche in gruppo aiuta molto anche per la condivisione anche di esperienze.
  • Beneficio: riduce la paura di fallire e aumenta la resilienza.

Diario mentale/gratitudine: 

  • Scrivere emozioni, obiettivi e piccoli successi quotidiani.
  • Come usarla: ogni giorno o settimana, far annotare progressi, gratitudine e momenti di forza.
  • Beneficio: aumenta l’auto-consapevelozza, la motivazione e ol senso di gratificazione.

Nicole Sala




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