L’Amore accende e nutre

Written by on 07/03/2026

“Sono Olga Kleymenova, Mental Coach, Trainer di Psicologia Positiva, Mindfulness e Gestione Emotiva, specializzata nel lavoro con l’inconscio attraverso Carte Metaforiche Associative (MAC Cards). Dal 2020 aiuto donne ambiziose a vivere con energia e passione in ogni sfera della vita. Il mio focus è soprattutto aiutare a tenere insieme due aree per loro principali nella vita, realizzazione e amore, fino a renderle compatibili e sostenibili.

Sono convinta che l’energia sia la risorsa primaria dell’essere umano. Quando si blocca, si blocca tutto: la voglia di vivere, la chiarezza nelle scelte, il coraggio di esporsi, la qualità delle relazioni. Per questo ho creato il mio metodo R.E.A.L.: un approccio che porta alla Radice del problema, sblocca carico Emotivo, trasforma il cambiamento in Azioni concrete e porta alla Liberazione interiore.

Attraverso il Mental Coaching e le MAC Cards contribuisco a portare alla luce ciò che spesso resta invisibile: metafore interiori, programmi inconsci e automatismi. Da lì sciogliamo il carico emotivo, riscriviamo lo scenario e integriamo il cambiamento in azioni efficaci nel quotidiano.

Questo lavoro aiuta la persona a risalire verso livelli energetici più alti come fiducia, serenità e gioia. Sono russa, cresciuta in Italia, e lavoro anche con donne russofone che si realizzano con successo in Italia.”


La mente, nella mia visione, è un computer biologico: complesso, potentissimo, pieno di funzioni, programmi e risorse. Io vivo il Mental Coaching come una vera e propria filosofia della mente. Il problema è che molte persone non conoscono davvero il potenziale che hanno dentro. Non conoscono i “programmi” disponibili, e spesso non sanno nemmeno quali programmi stanno usando ogni giorno.

La mia filosofia parte da un presupposto che può sembrare scomodo, ma che per me è liberante: in ogni fase della nostra vita stiamo vivendo la migliore realtà che, a un certo livello, siamo pronti a vivere in quel momento. Non necessariamente la più felice o la più facile, ma quella che corrisponde alla nostra configurazione interna: al modo in cui pensiamo, sentiamo, scegliamo, agiamo. Siamo sempre autori della nostra realtà, anche quando non ne siamo coscienti. Non essendone consapevoli, la nostra mente inconscia guida e orienta le scelte, le nostre reazioni e le azioni. Ed è proprio qui che nasce, per me, il senso del Mental Coaching. Nel tempo, infatti, ognuno di noi installa automatismi: convinzioni, strategie emotive, reazioni ripetute. Alcuni programmi sono utili e ci fanno crescere. Altri, invece, diventano limitanti. Non perché siamo sbagliati, ma perché erano nati per proteggerci in un certo periodo della vita e poi sono rimasti attivi anche quando non servivano più. Sono quei programmi che ci fanno agire sempre nello stesso modo, anche quando ormai ci costa fatica, energia, serenità. Nel mio linguaggio, questi programmi limitanti somigliano a “bug” o “virus mentali”: non nel senso di colpa o difetto, ma nel senso che alterano il funzionamento naturale del sistema. Ti portano a reagire, a controllare, a temere, a trattenerti, a ripetere scelte che non sono più efficaci. La persona spesso non se ne accorge: crede che “sia fatta così”, mentre in realtà sta eseguendo un programma.

Il Mental Coaching, per come lo intendo io, serve a fare tre cose: consapevolizzare (rendere visibile il programma), recuperare risorse che erano sconosciute o bloccate, aggiornare programmi interni. Non si tratta di aggiungere qualcosa dall’esterno, ma di sbloccare e riorganizzare ciò che già esiste dentro questo computer biologico, così che possa funzionare in modo più veloce, più libero e più potente. E qui entra un altro elemento fondamentale della mia filosofia: ciò che chiamiamo “mondo esterno” non è mai separato dal nostro sistema interno. Quello che vediamo, quello che notiamo, le opportunità che riconosciamo, le risposte che riceviamo, dipendono anche dalla qualità delle domande che facciamo alla vita; e le domande che facciamo (spesso senza parole) nascono dai nostri programmi interiori.

Per questo uso la metafora del campo come un motore di ricerca: come se la realtà fosse un grande “Google” che risponde alle nostre ricerche. Se dentro di noi è attivo un programma di paura, il campo ci rimanderà conferme compatibili con quell’allerta. Vedremo gli “annunci” sintonizzati alla nostra ricerca. Quando invece cambia la domanda, cambiano le risposte e gli annunci: vediamo altre possibilità, riconosciamo strade differenti, incontriamo scenari diversi. Infine, per me il cambiamento è inevitabile: la vita cambia continuamente, dentro e fuori. Il punto non è se cambieremo, ma se quel cambiamento sarà guidato o subito. Il Coaching, in questa visione, è un processo di consapevolezza e aggiornamento: aiuta a vedere come sta funzionando il sistema mentale, a scegliere cosa tenere e cosa trasformare, e a installare modalità più funzionali per vivere una vita più piena, più efficace e più felice. Questa è la mia filosofia: rendere la mente un’alleata, non una prigione. Aggiornare il “computer biologico” perché possa esprimere davvero il suo potenziale, e perché la persona possa diventare autrice della propria realtà in modo sempre più autentico.

Caso di successo (personale): da “amore = dolore” a “amore = gioia”

Se devo raccontare un caso di successo che rappresenti davvero la mia filosofia di Mental Coaching, scelgo il mio. Perché è la prova più diretta di cosa significa trasformare un “programma mentale” e vedere cambiare, di conseguenza, la realtà intorno.

Da bambina ho vissuto un’infanzia che, per dinamiche, mi ricorda il film “Via dall’incubo” con Jennifer Lopez. Quando cresci in un contesto così, dentro si installano convinzioni sull’amore non sane e soprattutto invisibili. Non a caso ero “sfortunata” in amore. Ho attraversato il tradimento. Poi una tragedia: il papà di mia figlia è venuto a mancare quando lei aveva solo quindici giorni. Successivamente, sono entrata in una relazione tossica, dove mi sono ritrovata a spegnermi lentamente.

A un certo punto ho fatto una scelta netta: ho preso la totale responsabilità della mia vita. Mi sono detta: “Se c’è qualcosa in me che ha attirato questa realtà, allora sono anche in grado di cambiarla.” Da lì è iniziato un cammino più consapevole: ho cercato strumenti, metodi, percorsi, e ho incontrato anche il Coaching, prima come persona in ricerca e poi come direzione professionale. L’evento chiave è arrivato quando ho iniziato il percorso con una Coach (oggi la mia Mentore) che mi ha aiutata a vedere con chiarezza il meccanismo mentale che guidava le mie scelte in amore. La mia metafora, il mio programma inconscio era: amore = dolore.

Lì ho capito che non stavo “vivendo storie sfortunate”, stavo vivendo esattamente ciò che il mio programma mentale voleva vivere: solo in quel modo si sentiva amato e accettato. Ciò che mi ha colpita è stata la velocità della trasformazione: in una sola sessione, la metafora che guidava l’amore nella mia vita è passata da amore = dolore a amore = gioia. Senza nessuna aspettativa la mia vita sentimentale è cambiata in un mese. Prima avevo la credenza: “sulle dating app ci sono solo donnaioli.”; dopo quella sessione, si è aperta dentro di me una frase nuova, naturale: “gli uomini sono come le donne, anche loro cercano un rapporto sano, felice e duraturo. È facile incontrare amore vero sull’app.” Con quella credenza nuova mi sono iscritta. Quello stesso giorno ho iniziato a chattare con l’uomo che oggi è il mio compagno. Oggi stiamo insieme da quattro anni, proprio da pochissimo (il 13 gennaio) ho ricevuto anche una promessa di matrimonio.

Il punto non è la “favola”, ma la qualità dell’energia che viviamo insieme. Questo amore non spegne, accende, non fa male, nutre. È un amore diverso, con valori diversi. La parola che lo descrive meglio è una: divertimento. La domanda che ci facciamo ogni giorno è semplice: “Ti sei divertita/o oggi?”. Il divertimento è il nostro obiettivo quotidiano, e per me è il criterio più tangibile della trasformazione emotiva e mentale avvenuta.

Questa esperienza mi ha insegnato il principio che oggi porto nel mio Mental Coaching: quando trasformi un programma mentale, cambiano i pensieri; quando cambiano i pensieri, cambiano le emozioni; quando cambiano le emozioni, cambiano le azioni; quando cambiano le azioni, cambia inevitabilmente anche la realtà intorno: persone, opportunità, risorse, scenari. Ecco perché, oggi, il mio lavoro parte sempre da lì: dalla metafora interna, dal programma invisibile che guida la vita della persona. Perché quando diventa visibile, smette di comandare, e quando smette di comandare, finalmente si può scegliere e cambiare!

Olga Kleymenova





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