Il libro del mese

Written by on 14/11/2024

Recensione volume “L’uomo che voleva essere felice”, di Laurent Gounelle, Sperling & Kupfer, Milano, 2015.

A cura di Albertina Pretto

 

Julian, un insegnante che proviene dall’Occidente, sta trascorrendo una lunga vacanza a Bali. Ha affittato un semplice e conveniente bungalow sulla spiaggia, e passa il suo tempo facendo immersioni, assistendo a eventi naturali o della cultura tradizionale balinese, parlando con i pescatori e con una curiosa coppia di olandesi. Dalla gente del posto, sente tessere le lodi di un famoso guaritore, la cui reputazione arriva sino a oltremare: anche il Primo Ministro del Giappone si è affidato alle sue cure. Benché non sia malato, ma solo spinto da una grande curiosità, Julian decide di andare a trovarlo. Così si reca a casa del guaritore, il maestro Samtyang, il quale prontamente arriva ad una diagnosi: Julian fisicamente sta bene ma non è felice.

È a questo punto del romanzo che possiamo incontrare spunti utili per il coaching e, in particolare, quelli concernenti le nostre credenze limitanti. Ciò che riteniamo vero riguardo a noi stessi, sia in positivo che in negativo, fa sì che ci comportiamo in modo tale da riflettere e mostrare continuamente agli altri questa nostra convinzione. Così, anche se in origine un’idea su noi stessi altro non è che una pura creazione mentale, in seguito diviene una realtà, non solo per noi ma anche per gli altri.

Ma come cominciamo a credere cose su noi stessi e sul mondo che ci circonda, positive o negative che siano?

Le ragioni sono molteplici e alcune di queste sono ben descritte in questo romanzo, in modo semplice e corredato da esempi connessi alla vita quotidiana. assieme a Julian possiamo scoprire anche noi le cause di alcune delle nostre credenze limitanti, al fine di smantellarle e vivere in modo più proficuo e sereno.




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