Il Coaching come Strumento Inclusivo

Written by on 24/02/2026

“La mia figura come Mental Coach professionista è associata principalmente all’ambito sportivo, in particolare modo al tennis. Ho 32 anni e più proseguo nel mio viaggio personale e più diventa chiaro che questo sport abbia influenzato i processi di conoscenza della mia persona. Ho avuto molteplici difficoltà nella competizione: paura di mettermi in discussione, di essere sconfitta, di non rendere sufficientemente bene anche in ambito scolastico/universitario. Decidere di intraprendere un percorso professionalizzante in Mental Coaching ti mette difronte a continue sfide personali con l’intento di provare ad evolvere la tua persona e di riflesso la tua professione. Quell’idea che avevo di me e delle mie paure è perciò nel tempo diventata più completa rendendomi conto che forse la mia non era soltanto paura di perdere, ma necessità di prevalere sull’altro, dimostrando di essere abbastanza.

La prima analisi di me stessa mi ha portata ad abbracciare la Psicologia; ho conseguito la Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Ateneo dell’Aquila, concludendo gli studi nel 2016. Ripercorrendo la storia come Atleta ho sentito forte la necessità di indagare i “processi” della mente e provare a dare spiegazione a ciò che mi accadeva durante la competizione. Insieme a questa comprensione c’era però il desiderio di divenire strumento di crescita e conoscenza per gli altri, per quegli Atleti che potevano avere difficoltà nell’espressione del proprio potenziale. Ho affiancato la Laurea in Psicologia alla formazione come Insegnate di Tennis iniziando a collaborare con i primi Atleti riportando la mia esperienza e le conoscenze ottenute anche in Psicologia dello Sport attraverso un Master professionalizzante nel 2017.

Il viaggio come Atleta ha delle pause che mi portano ad allontanarmi dal campo e a rifiutare la competizione che però automaticamente si manifestava in altri contesti. Ho sempre avvertito un forte senso di curiosità verso l’essere umano con l’obiettivo di stanare processi invalidanti dando un senso ai momenti di difficoltà, una spiegazione che non fosse solo logico-razionale ma avesse delle radici più profonde. Questo desiderio mi riporta in campo presso l’Accademia Sport Olistico® raggiungendo dei buoni risultati a livello nazionale e iniziando la formazione per divenire Insegnate ed Educatore Olistico, percorso che inizia nel 2020. Il viaggio non è solo sul campo come Atleta e Insegnate ma, prosegue fuori insieme a corsi di formazione e aggiornamento continuo nelle Discipline Bio-Naturali in particolare modo abbracciando Reiki, la Kinesiologia, i Fiori di Bach; strumenti che ancora oggi sono presenti nella mia cassetta degli attrezzi.

Intraprendo il percorso per diventare Mental Coach con University Coaching® di primo e secondo livello nei rispettivi anni 2019 e 2020, riportando negli elaborati di tesi i primi progetti svolti con giovani Atleti tennisti e iniziando a identificare quelli che potrebbero essere i valori del mio operato come Mental Coach. Attraverso il Coaching e la fusione con le Discipline Bio-Naturali, il Viaggio come Atleta e Insegnante di Tennis Olistico®, osservo e inizio a portare sul campo una analisi più ampia della persona. La lente di ingrandimento del Coaching permette una più consapevole e flessibile modalità di lettura di sé e della situazione nella quale si opera. Mi specializzo con University Coaching® in Team Coach PRO affrontando seminari di formazione in comunicazione, leadership, business coaching (per citarne alcuni).

La Laurea in Scienze e Tecniche di Mental Coaching con University Coaching® e l’Università Popolare degli studi di Milano conseguita nell’anno accademico 2023-2024, mi permette di consolidare la mia figura da Mental Coach. I progetti in essere non riguardano solo il campo da tennis dove ho l’opportunità di accrescere il bagaglio di esperienze grazie ad Accademia Sport Olistico® come Coach e accompagnatore della squadra di tennis dell’Università Bocconi di Milano al Roland Garros e, Coach per il team dei Campionati Universitari ma, anche con la stessa University Coaching®. Ho l’opportunità di essere Docente in alcune sessioni negli anni Accademici sia online che di persona, facendo parte della commissione di esami di primo livello presso l’Università Bocconi di Milano. Nel 2020 sono Tutor del corso di Mental Coach di primo livello. Ciò mi permette di affiancare i futuri Mental Coach nella formazione e di fare esperienza sul campo, sviluppando lavoro in team con gli altri membri dell’organico. Insieme ad altri Coach e Ambassador scrivo per la prima rivista che Fa coaching, YOU SEE, creando due aule di intervento dove fondo la passione per lo Stretching dei Meridiani e il Coaching come strumento di indagine e conoscenza del proprio vissuto emotivo e, l’area dell’insegnamento ripercorrendo da specchio il mio essere in campo come Insegnate di tennis, punto di riferimento per la crescita e il sostegno dei ragazzi.

Mi appassiono nel tempo alla Profilazione percorso ancora oggi all’attivo con diciannove seminari. Grazie a ciò ho la possibilità di integrare il lavoro in squadra di Team Building come Profiler per una Azienda, opportunità datami da University Coaching® e Mental Training Italy. Svolgo una docenza di presentazione del lavoro affrontato come Profiler, durante un Seminario di formazione in Profiling Coaching®. Ad oggi sono Ambassador, Docente e Assistente alle relazioni esterne portando il “verbo” di University Coaching® in tutte le occasioni che mi si presentano. Come Mental Coach per University Coaching® ho partecipato al progetto Inspiring Women della Camera di Commercio Francese supportando una giovane ragazza nel raggiungimento di un obiettivo personale e professionalizzante: trovare il giusto equilibrio e il corretto modo di rapportarsi verso sé stessa e verso la realtà lavorativa, creando una dimensione in linea con la propria identità. Mi sono approcciata in tal modo ad un settore lontano da quello sportivo entrando nel mondo aziendale portando sul campo le conoscenze in termini di profilazione, business coaching nonché comunicazione verbale e non verbale, volgendo l’attenzione sull’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa.

Per University Coaching® sono Docente presso l’Università Adulti e Terza Età dove spicca il valore inclusivo e la capacità di portare il Coaching in qualsiasi settore: dall’arte, all’attualità, alla conoscenza del proprio temperamento… L’obiettivo nelle sessioni che svolgo è interrogarsi sulla propria persona attraverso l’utilizzo di domande potenti evidenziando come non esista età che possa bloccare il processo di conoscenza e di crescita. Le sessioni si svolgono in presenza e questo permette uno scambio diretto e arricchente con classi sempre più in aumento. Essendo molto giovane l’obiettivo per me è arrivare con leggerezza a trattare temi che mi stanno a cuore per sviluppare un migliore equilibrio psico-fisico, emotivo, spirituale.

Ad oggi porto il mio essere Mental Coach sul campo da tennis con giovani atleti, gestendo gruppi numerosi, sessioni one to one anche con Atleti adulti che richiedono supporto per tematiche esterne al campo. Il Coaching è entrato a tutti gli effetti nel programma della scuola tennis del Tennis Rozzano con l’intento di sviluppare maggior senso di aggregazione e condivisione tra i più piccoli. Il Coaching diviene quindi uno strumento di unione e di indagine all’interno di un contesto sportivo che ha l’obiettivo di allenare ad un sano agonismo sostenendo i ragazzi nella crescita e indirizzandoli verso una conoscenza di se stessi. Parliamo infatti di temi come le Emozioni, l’Intelligenza Emotiva, Motivazione e Sogni, stabilire Obiettivi e analisi della Performance. Mi sono avvicinata al mondo degli adolescenti non soltanto tramite il tennis ma anche in seguito ad un progetto e alla stesura di un Journal in collaborazione con un’altra Mental Coach dal titolo UC Student Desk, il cui obiettivo era di indagare il vissuto emotivo e perciò i cambiamenti e gli adattamenti che gli studenti avevano affrontato durante il periodo della pandemia e di come, il Coaching, potesse essere un valido alleato. Sono stati presenti in aula virtuale studenti di ogni fascia di età e provenienza e questo ha permesso un notevole arricchimento di testimonianze. I temi che sono stati trattati hanno posto il focus sull’ansia da prestazione, sulla gestione delle emozioni, sull’organizzazione e perciò gestione del tempo. Abbiamo creato il primo eBook riportando tutte le sessioni svolte, un manuale da consultare in base all’occorrenza.

Alla base del mio essere Coach c’è la necessita di una formazione continua e un aggiornamento sempre in essere, per questo partecipo assiduamente ai Seminari proposti da University Coaching® e Discipline Bio Naturali dal 2019 affrontando diverse tematiche in ambito crescita e formazione, con cadenza di almeno uno ogni mese. Credo infatti che nessun pezzo di carta possa validare l’effettiva competenza di qualcuno se non l’abilità di mettersi in gioco e in discussione, non sentendosi mai arrivati. Questo permette di ampliare il proprio scenario, in un gioco infinto di lavoro su se stessi. La cosa che più mi appassiona del Coaching è la sua capacità di adattarsi alle molteplici sfide, ai contesti e alle molteplici età e sfumature di unicità del singolo. Ciò che è valido per un operato, non sarà allo stesso modo valido per un’altro perché ognuno di noi è, un mondo complesso che, necessita di una chiave di lettura personale.”


Il Futuro è dei giovani. Una frase complessa che racchiude duplici aspetti: se da una parte la generazione emergente ha la possibilità di plasmare il futuro indirizzandolo verso scelte consapevoli, di contro le sfide che la società impone sono sempre più in aumento. Risulta complesso trovare contesti allenanti che permettano la scoperta del proprio mondo: il contesto scolastico sembra essere del tutto disallineato da una formazione che non sia soltanto della mente. Ciò può essere dettato da più fattori, indubbiamente quello socio-culturale.

Siamo in un periodo storico dove il numero di percentuali di isolamento e casi di depressione diagnosticata (e suicidi), sono in forte aumento anche tra giovani ragazzi; i dati spesso riportano che tali circostanze sono dovute alla difficoltà di inserimento e riconoscimento nelle dinamiche relazionali. La pressione sociale che enfatizza risultati brillanti e sempre performanti, è un ulteriore incentivo dell’aumento dei numeri su indicati (fonte Connessi e Isolati, un’epidemia silenziosa di Manfred Spitzer). Dall’altra parte il contesto familiare, il primo che i ragazzi conoscono e con cui imparano a relazionarsi. I nuclei familiari sono sempre più frammentati con la perdita di punti di riferimento e regole chiare.

Nel momento in cui i giovani non riescono a dare voce al proprio sentire piuttosto che sentirsi emarginati, preferiscono azzittire la propria unicità e omologarsi. In questo spaccato si inserisce il Mental Coaching come strumento per promuovere inclusività con l’intento di indirizzare gli adolescenti verso la manifestazione del proprio potenziale. Come Mental Coach presso il centro sportivo Tennis Rozzano, abbiamo avuto da sempre a cuore lo spazio riservato agli juniores della scuola tennis. Il Coaching è stato inserito all’interno del programma didattico. È risultato fondamentale in prima battuta partire dall’analisi di noi stessi, staff e contesto, utilizzando il Coaching e la Profilazione come strumento di indagine. Mission e Vision chiara e, una Carta Etica che fosse rappresentativa dei valori e delle nostre figure professionali.

La Mission del Tennis Rozzano è quella di creare un ambiente dove sia possibile crescere attraverso lo sport. Un buon Atleta è colui che intraprende un viaggio di conoscenza della propria persona e nello sport ciò avviene attraverso le sfide che il campo da tennis pone. Il campo da gioco diviene metafora perfetta di quelle che sono le sfide del quotidiano, spronandoci a trovare le strategie più idonee per affrontarle. È da questo spaccato che nasce il progetto di Teen Team Coaching, un ambiente dove i giovani possano sentirsi visti, ascoltati e incoraggiati, accompagnati verso l’evoluzione.

Attraverso il Coaching i ragazzi sperimentano l’importanza della collaborazione e lo spirito di squadra, il ruolo prezioso che ogni individuo riveste anche nel contesto di team. Imparano e allenano la capacità di osservazione e ascolto, a formulare domande pertinenti e curiose per calarsi nella dimensione presente, a conoscere le strategie idonee per stanare e affrontare i momenti di difficoltà, ad interessarsi all’altro quanto alla propria dimensione indagando il messaggio del proprio vissuto emotivo. Il Coaching allena ad una mente dinamica e pro-reattiva.

Gli incontri di Coaching si svolgono una volta ogni mese, per l’intera settimana di allenamento. L’anno sportivo inizia a settembre e termina a luglio. Le sessioni di gruppo da mezz’ora vedono gli atleti raggruppati per livello tecnico di gioco e per obiettivo mentale. Nel livello 1 si inseriscono i principianti di qualsiasi età che sono alle prime armi con il tennis. I lavori svolti di Coaching sono stati improntati sul Teen Team Coaching svolgendo sfide di squadra dove, l’obiettivo, era creare una storia che parlasse di tennis e includesse tutti i compagni di allenamento. Nei gruppi di età superiore è stato riconosciuto subito un leader che trainava il gruppo. Si è fatto fatica a creare un clima di scambio e interazione. Dall’altra parte i bambini più piccoli oltre a mettere in campo molta più creatività, sono stati attenti nell’interessarsi al punto di vista dell’altro e a trovare un modo per inserire nel racconto tutto ciò che veniva in mente ad ogni partecipante.

Lavori di questo tipo sono proposti per conoscersi meglio e comprendere l’importanza dell’utilizzo delle domande, strumento potente nel Coaching e caposaldo nelle lezioni. É un modo per permettere all’Atleta di fare una fotografia su quanto è stato vissuto. Per gli Atleti considerati di livello due che non sono alle prime esperienze con il tennis e sono in grado di svolgere una partita con auto-arbitraggio, è stato affrontato come primo argomento l’intelligenza emotiva. Nel questionario creato, è riportata un immagine di un famoso giocatore, ritratto in tre momenti distinti del match e con espressioni del volto e del corpo diverse. I ragazzi hanno cercato di rispondere alle domande riguardanti ciò che secondo loro l’Atleta ritratto provasse, quali aspetti colpivano e se osservando l’immagine fosse possibile dedurre cosa fosse accaduto prima e dopo il momento riportato.

Le ultime domande del questionario sono incentrate sulla percezione delle proprie emozionipuò essere corretto manifestare il proprio vissuto durante la performance? É mai accaduto di aver messo a tacere le proprie emozioni? Esterno dal campo da tennis si è mai dato modo alle emozioni di manifestarsi? Da questo tipo di lavoro si evince una notevole difficoltà nell’osservazione dell’altro dettata da una incapacità nel dare un nome a ciò che si sta provando. L’analisi dell’altro è complessa quando difficilmente comprendo il mio mondo; integrando il questionario con l’utilizzo delle carte delle emozioni i ragazzi prestano attenzione durante l’allenamento e nei tornei a ciò che provano. Le analisi e le autovalutazioni della performance sono maggiormente complete e permettono molte volte di evidenziare come il fattore mente abbia influenzato il rendimento finale.

Gli ultimi due gruppi di Atleti si dividono in pre-agonistica includendo tutti coloro che iniziano a sperimentare la competizione fuori dal centro sportivo e agonistica, coloro che intendono affrontare questo sport provando ad eccellere con continuità nelle gare calendarizzate. Gli allenamenti in questo caso diventano più impegnativi sia sotto il profilo tecnico, fisico, strategico che mentale. Gli Atleti della pre-agonistica hanno affrontato lavori di Coaching improntati sulle emozioni e, sulle emozioni e lo sport praticato. Nello specifico hanno cercato di individuare quale potesse essere l’emozione che maggiormente li caratterizza nel campo e successivamente hanno iniziato un’analisi anche esterna allo stesso. Ciò che provo nell’arena di gioco lo sperimento anche nella mia quotidianità o, nella vita di tutti i giorni metto in campo lati del mio essere diversi?

La gioia mi permette di sviluppare senso di fiducia e motivazione, l’attitudine alla resilienza durante la performance. La rabbia e l’ansia se gestiti, possono trasformarsi in energia per fronteggiare meglio l’avversario. Se non riconosciute e trasformate portano ad un esaurimento delle energie fisiche e mentali. La paura, blocca l’azione irrigidendoci nel corpo, utile se ci spinge ad essere maggiormente attenti ma, se presente per un tempo prolungato, porta ad un calo della motivazione inseguito a ripetuti errori. Una volta fatta questa panoramica generale si è entrati nel merito di alcune strategie per fronteggiare le emozioni durante l’allenamento e la gara. Nello specifico abbiamo evidenziato che è fondamentale essere consapevoli di che cosa stia accadendo durante il gioco, prendendosi delle pause tra un punto e l’altro e, respirare. Riconoscere che le emozioni sono dei segnali non degli ostacoli. Svolgere degli allenamenti dove testo specifiche emozioni. Prestare attenzione al dialogo interno trasformando i pensieri negativi.

Ogni Atleta ha come obiettivo al termine dell’allenamento quello di trascrivere un’autoanalisi del vissuto emotivo sperimentato. Per gli agonisti, in cui rientrano ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, si è posta l’attenzione sul diario di allenamento e di gara. Al termine degli allenamenti settimanali il loro obiettivo è inoltrare un resoconto della propria autovalutazione da un punto di vista tecnico, tattico, fisico e mentale. Questo permette di tenere monitorato l’andamento degli obiettivi nel medio, breve e lungo termine per arrivare alla capacità di stesura della propria road map individuando risorse, ostacoli e strategie per fronteggiarli. Iniziare a parlare la lingua del Coaching porta i suoi frutti anche con ragazzi di tenera età. Ciò che è stato riscontrato è migliore predisposizione e presenza, capacità di presa in carico dei risultati non più delegati ad una figura esterna e, la consapevolezza di poter contare sulle proprie forze.

Il Coaching sta aiutando gli Atleti a sviluppare maggior senso critico evitando il frequente lamento che si genera quando le cose non vanno come si desidera. Le percentuali statistiche evidenziano sempre di più anche tra i grandi giocatori che il fattore mente gioca un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi (fonte Master in Psicologia dello Sport, Psicosport). La nostra più grande vittoria è vederli responsabili in campo, capaci di far valere il proprio sentire, felici di incontrarci e incontrare i compagni di allenamento che non diventano più solamente avversari ma compagni di gioco e crescita. Allenare i giovani ragazzi di oggi a tematiche di questo genere li indirizza verso un futuro migliore; l’arte di un educatore in qualsiasi settore ci si interessi alla relazione di crescita e scambio degli adolescenti, è quello di risvegliare l’espressione della gioia creativa e della conoscenza di sé stessi e di ciò che circonda.

Marta Silvino




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