L’articolo che segue è stato scritto nell’ambito del contest The Best Coach, un’iniziativa organizzata da University Coaching® in collaborazione con Mental Training Italy, con l’obiettivo di valorizzare esperienze, riflessioni e casi di applicazione del Mental Coaching nei diversi ambiti della vita professionale, sportiva, educativa e personale.
Il contest rappresenta un’importante occasione di confronto e condivisione tra professionisti del Coaching, offrendo uno spazio in cui raccontare metodologie, percorsi di crescita e storie di trasformazione che testimoniano il valore concreto del Mental Coaching.
Attraverso questi contributi, Mental Training Italy desidera dare visibilità alle idee, ai progetti e alle esperienze dei Coach che partecipano all’iniziativa, contribuendo a diffondere una cultura della performance consapevole, della crescita personale e dello sviluppo del potenziale umano.
Buona lettura.
Mental Coach di me stessa (…per il momento)
Io sono la mia prima cliente in formazione continua. Applico quotidianamente tecniche di Coaching efficaci per migliorarmi e migliorare la mia quotidianità. Voglio trasmetterle alle persone per ispirarle. Ispirarle non nel senso spirituale o mistico, ma nel senso letterale ossia indurre all’azione chi si sente bloccato da una persona o da una situazione.
- Hai un obbiettivo da raggiungere?
- Senti di non essere in linea con il tuo vero essere?
- Hai una paura qualsiasi che non riesci a superare?
- Hai una passione inespressa?
AGISCI. L’individuo è composto da corpo, mente e cuore (emozioni) e questi elementi sono strettamente interconnessi, influenzabili l’uno con l’altro e soprattutto sono imprescindibili. Quindi lavoriamo insieme sui tre elementi per renderti consapevole del tuo potenziale interiore e trovare le azioni da porre in essere per raggiungere i tuoi obbiettivi. Il mio mantra: agisci e non rimanere immobile, lascia andare ciò che ti porta via energie, e concentrale piuttosto su ciò che ti appassiona e ti dà “elettricità” appena sveglio.
Il talento non basta: la perseveranza e la costanza fanno la differenza.
*
LA MIA FILOSOFIA DI COACHING: “COLLEGA” CORPO MENTE E CUORE
AGISCI PER RAGGIUNGERE I TUOI OBBIETTIVI ASCOLTANDO LE TUE EMOZIONI
A mio parare non c’è una filosofia di Coaching, ma è esso stesso una filosofia di vita, ossia un modo di interpretare la vita che porta l’individuo ad evolvere. L’essenza del Coaching è accompagnare l’essere umano in un viaggio per raggiungere una meta incredibile: la consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, che lo rendono unico e inimitabile. L’uomo infatti si realizza nella sua autenticità scoprendo ed essendo ciò che veramente è e desidera essere, riconoscendo le proprie emozioni, accettandole e vivendole. Tale consapevolezza la raggiunge lavorando con costanza e perseveranza su di sé attraversando anche fallimenti che rendono il viaggio intrapreso unico e interessante.
Il Coach deve aiutare il coachee a focalizzarsi sul presente e sull’azione che sta compiendo spingendolo a metterci il massimo impegno possibile. Per mantenere vivo questo impegno l’atleta non deve perdere mai di vista il suo sogno e il desiderio di realizzarlo: se il sogno rappresenta ciò che effettivamente ami fare non mancherà mai la motivazione e l’intenzione che alimenteranno sempre la tua azione.
Secondo il mio concetto di Coaching, quindi, non posso pensare di allenare soltanto l’aspetto fisico (corpo) e psichico (mente) dell’individuo ma devo prendere in considerazione anche l’aspetto emotivo (il cuore) che unisce corpo e mente e che rappresenta la vera essenza di ciascuno di noi. Un buon Coach cerca di far raggiungere un equilibrio tra questi elementi seguendo il cuore, vero arbitro della verità e motore della motivazione intrinseca di ognuno. È colui che aiuta l’atleta a credere nei suoi sogni e nella possibilità di realizzarli facendogli affrontare le sue paure e i suoi fallimenti con un cambio di prospettiva, che gli permette di cogliere aspetti positivi anche da quest’ultimi.
Il Coach quindi deve sviluppare un “ascolto emotivo” della persona, che si concretizza nell’accoglienza e accettazione di ciò che viene e non viene mostrato, senza esprimere alcun giudizio. In questo modo tra le parti si genererà fiducia, rispetto, consapevolezza e la comunicazione diverrà davvero efficace. Non sono ancora una Coach certificata, ma al momento posso dire che il primo “caso di successo” degno di nota sono io stessa seppur con alcuni inciampi lungo il percorso.
Ho applicato e applico tuttora delle tecniche (che definirei delle vere e proprie azioni eseguite) che mi hanno aiutato a superare un periodo che un tempo avrei definito “difficile”, ma che ora posso dire essere stato impegnativo e di svolta. Ho iniziato inserendo semplici abitudini quotidiane che mi hanno fatto uscire dalla mia zona di confort, mantenendole per quanto più possibile nel tempo e traendone beneficio sia da un punto di vista fisico che emotivo; per esempio la mattina appena sveglia esercizi yoga e pilates, doccia fredda, breve meditazione con esercizio di gratitudine e visualizzazione della giornata con focus sul qui e ora.
Queste attività hanno impegnato soltanto pochi minuti della giornata ma hanno avuto un incredibile effetto positivo su di me aiutandomi ad allenare la costanza, la perseveranza e convincendomi a lasciar andare ciò che non potevo controllare, e a non sprecare energie in pensieri ed emozioni disfunzionali. Ecco quello che vorrei quindi fare come Coach: accompagnare con piccoli passi che portino però al cambiamento desiderato, coinvolgendo ogni aspetto dell’individuo, cercando di instaurare un rapporto di ispirazione e fiducia. Insegnare le tecniche non basta bisogna incarnarle con coerenza ed è lì che avverrà la magia.