Il libro del mese

Written by on 09/01/2026

Recensione volume “Le chiamava persone medicina” di Gio Evan, Rizzoli, Milano, 2025.

A cura di Albertina Pretto

 

Questo libro, apparentemente autobiografico, racconta la storia romanzata di un bambino di undici anni, Marelargo, e del suo rapporto con la saggia nonna Adele, che lo guida in uno speciale percorso di crescita.

Marelargo si sente diverso e fragile, tanto da considerarsi nato con la “pelle difettosa”, perchè è talmente sensibile da fargli percepire intensamente il mondo intorno a sé. La nonna, con la sua conoscenza della montagna e della natura, e la sua comunicazione silenziosa ma fatta di affetti profondi, aiuta il nipote a trovare un senso e un equilibrio nel vivere, insegnandogli anche il valore dell’invisibile e delle persone che fanno bene all’anima, ovvero quelle che lei chiama “persone medicina”.

“Nonna diceva che esistono persone che tu le vedi e ti si tranquillizza il respiro, i pensieri. Che non si spaventano dei tuoi dolori,che non hanno paura di abbracciarti i traumi. Persone che hanno imparato a frequentare così bene il sole, che sanno addiritturaaccompagnarti fino al tuo tramonto. Persone che fanno di te stesso un miglior te stesso. A detta sua le uniche persone da frequentare, le uniche persone da diventare”.

Questo libro offre un potente messaggio sul valore della relazione empatica, della comprensione profonda e della presenza autentica che sono alla base del lavoro di un mental coach. Il mental coach, infatti, spesso agisce proprio come una “persona medicina” per i propri coachee, aiutandoli a calmare le ansie, a superare blocchi interiori, a connettersi con una versione migliore di sé stessi, e a trovare forza negli aspetti invisibili o nascosti della propria esperienza.

Per un mental coach, leggere questo libro significa (ri)scoprire il valore della relazione umana come strumento motivazionale, e trarre ispirazione per accompagnare le persone verso una vita più positiva e piena di senso, proprio come fa la nonna di Marelargo con suo nipote. Tutti noi dovremmo diventare delle persone medicina, ma i mental coach in particolare.




Search