Correre per sé stessi – quando la forza nasce da un perché

Written by on 28/08/2025

Da diversi anni collaboro con il Governo Ungherese nella formazione degli allenatori. Il mio impegno è concentrato soprattutto presso la Ratgeber Akademia di Pécs, città che ospita una delle università più antiche d’Europa. Se nei primi tempi il mio lavoro era limitato alla formazione tecnica, negli anni la mia attività si è evoluta, fino a comprendere anche la preparazione mentale, sia degli allenatori sia degli atleti.

La Ratgeber Akademia è una struttura imponente e moderna, costruita pochi anni fa su una zona paludosa alle porte della città. È diventata un punto di riferimento nazionale per il basket ungherese un complesso all’avanguardia che comprende tre campi regolamentari, tribune capienti, foresterie e spazi per accogliere atleti e staff. L’obiettivo con cui è stata creata è chiaro offrire ai giovani talenti un contesto dove crescere senza dover emigrare all’estero, integrando allo stesso tempo la formazione sportiva con quella universitaria. Oggi vi risiedono più di ottanta atleti, provenienti non solo dall’Ungheria ma anche da Serbia, Croazia, Ucraina, Nigeria e Senegal. Una comunità internazionale che vive e si allena insieme, condividendo quotidianamente fatica, passione e crescita personale.

I risultati parlano da soli le squadre di Serie A, femminile e maschile, sono composte per oltre il sessanta per cento da giocatori cresciuti dentro l’Akademia. La squadra femminile milita stabilmente ai vertici del campionato ungherese e partecipa anche a competizioni europee come la Fiba Cup. Molti atleti vestono la maglia delle rispettive nazionali, sia nelle selezioni giovanili sia nelle squadre senior. È in questo contesto che ogni anno, dopo la pausa estiva, si svolge il Training Camp, la preparazione atletica e mentale alla nuova stagione agonistica.

In questa occasione il mio intervento si concentra soprattutto sulla parte mentale, con un’attenzione particolare alla mindfulness. Il primo passo è stato presentare, in inglese, le ragioni per cui la pratica della consapevolezza poteva essere utile durante il camp. Alla presentazione erano presenti tutti gli atleti delle prime squadre, maschile e femminile, insieme ai rispettivi staff allenatori, preparatori fisici, fisioterapisti. Con loro anche la squadra femminile Under 18, fresca campionessa nazionale.

Il ciclo di lavoro è stato articolato in tre esercizi fondamentali. Il primo riguardava il respiro consapevole, un esercizio di otto minuti in cui l’attenzione viene portata semplicemente al ritmo naturale del respiro. In questo modo l’atleta impara a riconoscere i propri pensieri e a lasciarli scorrere, tornando ogni volta al presente. È un allenamento mentale che aiuta a sviluppare centratura e stabilità interiore, qualità essenziali in campo quando la pressione aumenta.

Il secondo esercizio era dedicato al respiro come mezzo per recuperare energie fisiche e mentali. Per dieci minuti, attraverso una respirazione più lenta e profonda, i giocatori hanno potuto sperimentare direttamente la capacità del respiro di rigenerare corpo e mente, attivando il sistema nervoso parasimpatico e favorendo rilassamento e recupero. È un approccio che li aiuta non solo dopo un allenamento intenso, ma anche nei momenti di pausa durante una gara, quando serve ricaricare velocemente le batterie.

Il terzo intervento, il body scan, è stato proposto come esercizio di dodici minuti al termine delle sessioni più impegnative. In questa pratica l’attenzione scivola lungo le diverse parti del corpo, dalla testa ai piedi, osservando le sensazioni senza giudizio. Questo percorso di consapevolezza permette di riconoscere e sciogliere tensioni accumulate, ridurre lo stress e ritrovare equilibrio. Non è soltanto un rilassamento, ma una vera e propria educazione all’ascolto del proprio corpo, che diventa un alleato e non un ostacolo.

Al termine di ogni incontro di squadra ho fornito agli atleti un documento in inglese che descriveva nel dettaglio gli esercizi, con indicazioni pratiche per poterli ripetere in autonomia. La consegna era chiara non limitarsi a praticarli insieme, ma integrarli gradualmente nella propria routine personale, perché i benefici della mindfulness emergono con la continuità e la costanza.

Quello che rende speciale questa esperienza alla Ratgeber Akademia è proprio la combinazione di eccellenza tecnica e attenzione alla crescita mentale. Non si tratta soltanto di costruire giocatori più forti, ma persone più consapevoli, capaci di gestire emozioni, pressioni e difficoltà con lucidità e resilienza. È questo, credo, il vero valore aggiunto del lavoro che porto avanti qui a Pécs contribuire a formare atleti completi, pronti non solo a vincere una partita, ma anche a crescere come individui.

 



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