Basketball coach | Sport and Business coach

Francesco “Frank” Vitucci

Veneziano, tre figli. Appassionato di musica e di storia, insegna pallacanestro da lungo tempo. Numerosi i talenti lanciati e giocatori allenati. Ama stare in compagnia con gli amici e in famiglia. Da due anni a Brindisi dove ha contribuito a rilanciare un club in difficoltà e a far rinnamorare una tifoseria e una intera città.
Il mental coaching è un’attività che lo sta coinvolgendo e che sta diventando sempre più importante.


Allenatore di basket serie A professionista, mental coach dal 2018. "Ognuno di noi ha potenzialità importanti talora non espresse al massimo. Cercare di ottenere il meglio da sé stessi, avere l’ambizione e la voglia di migliorarsi e raggiungere sempre obiettivi gratificanti per sé, divertendosi”
Play hard and enjoy

Progetti

Progetto 1: un nuovo Mental Coach

Ex atleta di alto livello in sport di squadra, che dopo aver speso alcuni anni in un’attività commerciale, decide di seguire un percorso per diventare Mental Coach.

Il percorso lo abbiamo sviluppato contando sul supporto di Mental Training Inc. nell’arco di circa sei mesi.

Siamo partiti da un percorso di crescita personale teso a capire le reali motivazioni, provando e valutandone l’efficacia ad ogni sessione. Sono state approfondite le tecniche di Mental Coaching fino a padroneggiare il loro utilizzo.Contemporaneamente, si è valorizzato e dato risalto a uno sviluppo personale, oltre a capire come strutturare il lavoro in futuro. L’obbiettivo di diventare Mental Coach professionista diventa così concreto e ricco di soddisfazioni fin dall’inizio. Per me è stato motivo di grande gioia aver accompagnato una persona a cogliere il suo obiettivo principale.

La riflessione su di sé, lo scoprire e valorizzare le proprie qualità ed emozioni, sono state una grande spinta interiore e hanno amplificato le sue motivazioni personali, chiave fondamentale per il raggiungimento di ogni traguardo.

Progetto 2: un Allenatore in difficoltà

Un allenatore di settore giovanile in difficoltà con i suoi ragazzi, che appaiono sfiduciati dalla mancanza di risultati. Nel percorso condiviso, abbiamo spostato l’attenzione dal mero risultato a obiettivi di diverso genere. Il miglioramento della qualità del gioco, la coesione nei momenti di difficoltà, il trovare degli elementi positivi anche nelle sconfitte, la gioia di stare assieme anche fuori dal campo, sono stati i punti su cui l’allenatore è riuscito a intervenire dando così fiducia e soddisfazione a tutti i suoi giovani atleti. Non serve vincere il campionato per essere felici e fiduciosi!

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